Quando si è sieropositivi?
Quando viene
rilevata, attraverso un prelievo di sangue, la presenza di anticorpi
specifici per l'HIV. L'esame in questione è chiamato ELISA ed è un
test anticorpale: va a ricercare direttamente gli anticorpi anti-HIV
che si formano a seguito dell'infezione. I tempi per la formazione
degli anticorpi variano da persona a persona. Si è però determinato
un "tempo massimo" dopo il quale un individuo contagiato dall'HIV ha
certamente prodotto gli anticorpi specifici - un periodo trascorso
il quale, quindi, è possibile avere un esito certo del test. Questo
"tempo" è detto periodo finestra ed è stimato in sei mesi, secondo
le indicazioni dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
Quando va eseguito il
test dopo un presunto comportamento a rischio?
È
possibile sottoporsi a un primo test già a tre mesi di distanza dal
rapporto a rischio, la cui attendibilità è del 90% circa. Nel caso
in cui il centro screening a cui ci si rivolge
abbia in dotazione kit di ultima generazione, è possibile sottoporsi
al test in tempi più brevi (8/10 settimane). Per ottenere un
risultato certo e definitivo è comunque necessario che siano
trascorsi i sei mesi del periodo finestra, come indicato dalle linee
guida dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Trascorsi sei
mesi dal comportamento a rischio, quindi, è bene risottoporsi al
test.
Quando si parla di
malattia conclamata/AIDS?
Quando si manifestano quelle
che sono definite malattie correlate all'HIV. Il virus HIV agisce
andando a intaccare le nostre difese naturali (sistema immunitario),
fino al punto in cui non si è più in grado di contrastare infezioni
che normalmente siamo in grado di fronteggiare. Va comunque
sottolineato che la condizione di sieropositività non sembra
evolvere obbligatoriamente in AIDS conclamata.
Quanto può
trascorrere dall'infezione alla fase di AIDS?
Non è
possibile indicare tale lasso di tempo. Vi sono situazioni che per
molti anni si stabilizzano nelle fasi intermedie dell'infezione.
Capita anche che per lunghi periodi il virus sia attivo
nell'organismo senza che vi siano segnali o manifestazioni dei danni
subiti dal sistema immunitario.
Come si può contrarre
l'infezione?
Le modalità di trasmissione sono:
a)
sangue > sangue - quando una quantità di sangue infetto entra in
contatto con una ferita aperta e sanguinante, che funge da "porta" e
consente il passaggio del virus HIV nell'organismo. In questa
modalità di infezione rientrano lo scambio di siringhe, l'utilizzo
in comune di oggetti taglienti (rasoi, forbici, ecc.), tatuaggi e
piercing effettuati con strumenti non sterili, le trasfusioni in
quei paesi del terzo mondo in cui le sacche di sangue non siano
sottoposte ai dovuti controlli
b) sperma/secrezioni
vaginali>sangue - quando sperma o secrezioni vaginali entrano in
contatto con una ferita del tipo descritto sopra, oppure con una
lesione delle mucose degli organi genitali durante rapporti sessuali
di tipo penetrativo
c) via di trasmissione verticale - da madre a
figlio. La trasmissione del virus può avvenire sia durante la
gravidanza, che al momento del parto, che attraverso il latte
materno.
Chi può infettare
altre persone?
Chiunque sia stato a sua volta infettato
compresi coloro che, benché abbiano contratto l'infezione, risultino
ancora negativi al test anticorpale eseguito nella fase del periodo
finestra.
Una coppia
sieropositiva può avere rapporti non protetti?
Tutti i
rapporti non protetti sono a rischio di infezione; in una coppia in
cui entrambi i partner siano sieropositivi possono verificarsi
re-infezioni. Ogni nuovo contatto col virus può provocare un aumento
della carica virale, portare all'acquisizione di ceppi virali
diversi dal proprio, alla trasmissione di altre patologie, ecc.,
peggiorando quindi la situazione clinica di uno e/o dell'altro
partner. I rapporti senza profilattico sono da evitare in tutti i
casi.
Quali liquidi
biologici trasmettono il virus?
Il virus HIV viene
trasmesso esclusivamente dai seguenti liquidi biologici: sangue,
sperma, secrezioni vaginali e latte materno. Non sono invece liquidi
biologici a rischio la saliva, le lacrime, il sudore, le secrezioni
nasali, le feci, l'urina e l'espettorato, in quanto la
concentrazione di virus è insufficiente per provocare l'infezione.
Il "bacio profondo" è
una possibile via di trasmissione?
Non lo è in quanto la
saliva, oltre a non essere un liquido infettante, contiene degli
enzimi in grado di contrastare l'aggressione del virus. Il bacio
profondo è ovviamente da evitare nel caso in cui siano presenti nel
cavo orale di entrambi i partner ferite aperte e sanguinanti (nel
caso in cui, ad esempio, ci si sia sottoposti da poche ore
all'estrazione di un dente).
La masturbazione è a
rischio?
La masturbazione non è una pratica ritenuta a
rischio. Benché si entri in contatto con liquidi biologici che
potrebbero contenere il virus, questi ultimi (sperma, secrezioni
vaginali e, nel caso in cui la donna sia mestruata, sangue) non
hanno alcuna possibilità di passare la barriera dell'epidermide e,
quindi di entrare nell'organismo per infettarlo.
L'uso di oggetti nel
rapporto sessuale può essere rischioso?
Lo può essere nel
caso in cui siano più persone a utilizzarli. È a rischio, quindi, lo
scambio di oggetti. Nel caso in cui non si possegga il proprio, è
consigliabile disinfettare accuratamente quelli disponibili prima di
passarseli.
I rapporti
orogenitali sono a rischio?
Una prima distinzione va
fatta tra rapporto praticato e rapporto subito. La persona che corre
rischi è quella che pratica il rapporto. Praticando un rapporto
orale, infatti, si può entrare in contatto con sperma, secrezioni
vaginali o sangue dell'altro/a. È importante ricordare che
l'infezione avviene solo nel caso in cui il virus penetri
nell'organismo attraverso una ferita o una lesione delle mucose.
Come ci si può
infettare in un rapporto sessuale penetrativo?
Durante un
rapporto sessuale possono prodursi delle lesioni (sul pene, nella
vagina, nell'ano) che, entrando in contatto con sperma, secrezioni
vaginali o sangue, diventano possibili "porte di ingresso" per il
virus. Per questo motivo è fondamentale l'uso del profilattico, che
svolge la funzione di barriera protettiva.
Che fare quando ci
si punge con una siringa?
Ci si può recare presso un
pronto soccorso per ricevere la profilassi d'emergenza, secondo il
PPE (Protocollo Post Esposizione). I rischi per quanto riguarda
l'HIV risiedono nel sangue che potrebbe essere contenuto all'interno
dell'ago. Infatti il virus lì contenuto, non a contatto con agenti
atmosferici, potrebbe rimanere attivo. Va comunque ricordato che i
rischi maggiori sono quelli di contrarre altre infezioni.
Punture d'insetto,
morsi d'animali possono trasmettere l'HIV?
No.
Prostitute,
omosessuali e tossicodipendenti sono categorie a
rischio?
No, poiché è improprio parlare di categorie a
rischio; sono alcuni comportamenti a costituire un rischio,
indipendentemente da chi li agisce. Ciò è dimostrato dai dati che
evidenziano come l'infezione da HIV si stia ormai diffondendo
all'interno della popolazione eterosessuale, a prescindere dall'uso
di sostanze stupefacenti, dalle scelte sessuali o dalla
frequenza/promiscuità dei rapporti.
Come si può evitare
il contagio?
Con l'uso del profilattico che esclude, se
usato correttamente, ogni possibilità di infezione sia da HIV che da
altri virus e batteri sessualmente trasmissibili.
I preservativi sono
tutti uguali?
No, ci sono diversi tipi di profilattici in
commercio. Oltre a quelli più conosciuti, ve ne sono di
particolarmente resistenti, ideali per i rapporti anali, oppure ai
sapori di frutta, indicati nei rapporti oro-genitali. Questi ultimi,
in quanto non lubrificati, potrebbero rompersi nel corso di rapporti
penetrativi. Esistono inoltre barriere per le donne, chiamate "diga
vaginale" o "femidom". I preservativi possono essere acquistati
presso le farmacie, i distributori automatici, i supermercati e i
sex shop.
Si può essere
obbligati ad effettuare un test HIV o esservi sottoposti senza
saperlo?
No, il test HIV si effettua solo una volta che è
stato ottenuto il consenso della persona interessata (consenso
informato). Inoltre, tutte le informazioni riguardanti lo stato di
salute di ogni individuo sono tutelate per legge. È vietato
divulgare informazioni di questo tipo se non dietro autorizzazione
dell'interessato.
Cosa succede quando
si rompe il profilattico?
Se il profilattico si rompe,
viene a mancare la barriera protettiva contro qualsiasi tipo di
infezione a trasmissione sessuale, e ovviamente contro la
possibilità di concepimento.
Ci si accorge quando
si rompe il profilattico?
Il lattice è un materiale che
si lacera. Non si può affermare che ci si accorga sempre della
rottura nell'istante in cui questa si verifica ma, controllando il
profilattico alla fine del rapporto, se ne può verificare con
certezza l'integrità/la rottura.