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Il Test per l'Hiv

Cos'è
il test
Il test consiste in un normale prelievo di sangue che, analizzato, diagnostica
la presenza o meno dell'infezione da Hiv.
È articolato in due livelli: l'Elisa, test di I livello, cui segue, in caso di
esito positivo o dubbio, il Western Blot (wb), di II livello o di conferma,
l'unico in grado di conferire la totale certezza del risultato.
Il test serve a rilevare la presenza nel sangue degli anticorpi anti-Hiv, che si
sviluppano solo se la persona che fa il test è venuta in contatto con il virus.
Il risultato del test è positivo se si riscontra la presenza di anticorpi
contro il virus (sieropositività all'Hiv), è negativo quando nel sangue
non vi è traccia degli anticorpi (sieronegatività all'Hiv).
Devi sapere che il periodo di formazione degli anticorpi anti-Hiv può variare da
un minimo di qualche settimana fino a 3 mesi dopo che si è venuti a contatto col
virus.
Questo arco di tempo è chiamato periodo finestra. Ciò significa che una
persona, pur risultando negativa al test in quanto non ha ancora sviluppato gli
anticorpi, può avere già contratto l'infezione e quindi può trasmettere ad altri
il virus.
Ripeti dunque il test dopo che sia trascorso il periodo finestra.
Il test per l'Hiv verifica solo la presenza o meno degli anticorpi al
virus, ma non da nessuna informazione sullo stato di salute e sul sistema
immunitario.
Il test non ha valore di prevenzione: qualsiasi sia l'esito, i comportamenti
da adottare sono gli stessi (rapporti sessuali sicuri e non utilizzare in
comune oggetti taglienti e siringhe).
Accesso
al test
Puoi effettuare il test
per l'Hiv, in forma gratuita, presso le Unità Operative Aids delle Asl. Le
modalità di accesso cambiano di struttura in struttura: generalmente non è
richiesta l'impegnativa del medico di base e basta presentarsi direttamente
presso le Unità Operative. In alcune strutture è necessario invece prenotarsi.
Se vuoi effettuare il test nel Comune di Bari, puoi rivolgerti all’Istituto
di Igiene del Policlinico ogni Martedì e Giovedì dalle 10.30 alle 12.00.
Il
test è volontario
Non puoi essere
sottoposto, senza il tuo consenso, ad analisi tendenti ad accertare l'infezione
da Hiv, se non per motivi di necessità clinica nei tuoi interessi.
Il test è assolutamente volontario e, perché venga eseguito, è necessario il tuo
consenso esplicito, dopo esser stato informato delle caratteristiche del test
(che cos'è, come funziona, che cosa significa sieropositività, cosa vuol dire
invece Aids).
Anche in caso di ricovero ospedaliero il test non può essere effettuato a tua
insaputa, ma solo con il tuo consenso scritto.
Può capitare infatti che al momento di un ricovero tu sottoscriva un foglio in
cui affermi di accettare tutti i trattamenti ai quali verrai sottoposto, ma
questo non avrà valore legale se per ciascuno dei trattamenti, e quindi anche
per il test, non sia stata data una specifica autorizzazione.
La decisione di fare il test è solo tua: prendi il tempo che ti occorre per
affrontarlo serenamente. Sappi che una diagnosi precoce potrebbe consentirti più
scelta nel valutare un percorso terapeutico.
La
tutela dell'anonimato e della riservatezza
Quando decidi di fare il
test hai il diritto di chiedere che sia garantita la tutela della tua privacy.
I servizi preposti effettuano il test in forma anonima o in forma riservata.
Test anonimo: quando non viene richiesto alcun documento personale, ma
viene utilizzato un codice criptato per la tua identificazione.
Test riservato: al momento dell'effettuazione o del ritiro dei risultati,
è necessario che tu esibisca agli operatori un documento identificativo.
Per tutti i tuoi dati anagrafici (nome, cognome, sesso, data di nascita, comune
di residenza e indirizzo completo) che verranno richiesti al momento del test,
sia nei laboratori pubblici che privati, il personale sanitario è vincolato dal
segreto professionale e d'ufficio e deve adottare tutte le misure di
sicurezza necessarie a garantirne la massima riservatezza.
La tua identità ed ogni informazione riguardante l'esecuzione ed il risultato
dell'esame non possono essere in nessun caso divulgate.
La
comunicazione dei risultati
Il momento
della comunicazione del risultato del test è sicuramente tra i più delicati. È
dunque compito di chi comunica il risultato fornire un adeguato sostegno
psicologico.
Il counselling si effettua generalmente sia prima che dopo il test
e mira tra l'altro a comprendere se sei stato realmente esposto a rischio di
infezione e ad informarti correttamente sui comportamenti sicuri.
Il risultato dovrà essere consegnato esclusivamente a te che hai effettuato il
test e la comunicazione non deve avvenire mai per lettera o per telefono.
Puoi eventualmente autorizzare il medico a riferire ad altre persone da te
indicate il risultato. Questa autorizzazione deve essere data sempre per
iscritto.
Domande
& Risposte
Quanto
costa il test?
Il test, nelle strutture pubbliche, è del tutto gratuito.
È possibile
che il test venga effettuato senza il mio consenso?
Assolutamente no, il test è volontario ed è comunque necessario il tuo consenso
esplicito ed informato. È possibile soltanto nel caso di persona incapace di
intendere e volere per la quale sia applicabile il Trattamento Sanitario
Obbligatorio (Tso). Il Tso è regolato dalla legge ed è disposto dal Sindaco su
proposta motivata di un medico ed è diretto alla cura e alla prevenzione di
malattie.
Il test può
essere disposto a fini sperimentali?
Assolutamente no, inoltre non può neanche essere basato su motivi e finalità
politiche, razziali o comunque estranei alla cura di malattie nel tuo interesse
e della collettività.
Cosa
prevede la legge nel caso in cui io sia minorenne e decida di fare il test?
In questo caso la legge prevede che il consenso sia a carico dei tuoi genitori o
di chi esercita la patria potestà. Se desideri comunque, e con motivate cause,
non comunicare ai genitori la decisione di fare il test, la prassi é quella di
prendere in considerazione la tua richiesta se hai più di 14 anni. Se dopo
attento colloquio verrà effettuato il test, questa decisione sarà comunicata con
le motivazioni al Tribunale dei minorenni. Se sei minorenne e sposato, non hai
bisogno del consenso di altri per effettuare il test.
Il datore
di lavoro può chiedermi di sottopormi al test?
No, ciò è vietato dalla legge, così come ogni altro accertamento sul tuo stato
di salute.
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Se vuoi saperne di
più o se hai bisogno di chiarimenti o ulteriori informazioni
puoi chiamare il nostro centralino allo
080 5563269 |
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