Home » 1 DICEMBRE 2012: GIORNATA MONDIALE DI LOTTA CONTRO L’AIDS

1 DICEMBRE 2012: GIORNATA MONDIALE DI LOTTA CONTRO L’AIDS

Ogni anno per la Giornata Mondiale di lotta contro l’Aids viene tradizionalmente coniato uno slogan, per focalizzare l’attenzione su un particolare aspetto della patologia. Nel 2010 si è deciso che lo slogan sarebbe rimasto lo stesso fino al 2015: Getting to Zero – Arrivare a Zero: zero nuove infezioni, zero discriminazioni e zero morti Aids correlate. Il mondo si è impegnato a fermare la diffusione di Hiv/Aids entro il 2015. Si può fare! Anche in Italia.

Lo slogan Getting to Zero riguarda tutti e richiede a ogni nazione un impegno convincente dentro e fuori i propri confini, per prevenzione, cura, sostegno. E per la difesa dei diritti civili, compresi il diritto alla salute per tutti e alla non discriminazione per le persone sieropositive. La Giornata internazionale di lotta contro l’Aids non è solo commemorazione: è capacità di guardare al futuro. Negli Usa si sono dati uno slogan ulteriore, più specifico: Working Together for an AIDS-Free Generation (lavorare insieme per una generazione libera da Hiv/Aids).

 Zero nuove infezioni

Una notizia importante per l’Italia è che quest’anno, finalmente, per la prima volta forse avremo dati certi, reali, e non solo stime, sull’andamento dell’epidemia nel nostro paese. Pare infatti che sia stato completato il sistema nazionale di sorveglianza sulle nuove infezioni da Hiv, finora rimasto parziale. Se fino ad oggi la stima dell’Istituto superiore di Sanità è stata di circa 4000 infezioni per ogni anno, ora sapremo se questo dato corrisponde alla realtà. Sapremo anche se davvero la Lombardia, come si sospetta da sempre, è davvero la regione più colpita. Ci aspettiamo di avere dati più precisi anche sulle popolazioni più colpite, sulle modalità di trasmissione, sulla percentuale di coloro i quali scoprono di avere l’Hiv solo quando ricevono una diagnosi di Aids.

 

Zero discriminazioni

Anche quest’anno non sono mancate le segnalazioni su discriminazioni che colpiscono in uno dei luoghi più importanti per la vita delle persone: il mondo del lavoro. Abbiamo denunciato pubblicamente l’episodio più grave: l’inserimento in tutti, ma proprio tutti, i bandi del ministero della Difesa della richiesta di un test Hiv negativo. Non esistono motivi reali per l’esclusione per le persone che vivono con l’Hiv da qualsiasi mansione (anche civile, visto che esiste un bando con veto anche per il concorso per volontario in ferma annuale, passaggio oggi obbligato per chi voglia entrare in polizia o nei vigili del fuoco). Esistono invece leggi, nazionali e internazionali, che affermano che tale esclusione non ha fondamento e non è possibile, e che andrebbero rispettate.

 

Zero morti Aids correlate

L’Hiv è ricomparso tra gli obiettivi di piano, nella proposta di riparto fondi sanitari del 2012, dopo anni di assenza dall’agenda del ministero della Salute. Di ciò va dato non poco merito alle associazioni che per anni l’hanno rivendicato, nella Consulta nazionale Aids e attraverso il Forum della società civile su Hiv/Aids, costituito nel 2011 durante la Conferenza internazionale sull’Aids di Roma. E’ un timido passo avanti, ma anche un’occasione sprecata, dato che la linea progettuale individuata dal ministero riguarda la sola diagnosi di infezione da Hiv. Nulla va alla prevenzione. Per quanto la diagnosi precoce sia importante per le persone con Hiv, la priorità resta infatti evitare nuove infezioni. Per la salute delle persone e anche delle casse statali, dati i costi delle terapie. Molto più alti dei costi dei preservativi, maschili e femminili, che questo Paese si ostina a non rendere adeguatamente disponibili, soprattutto per le nuove generazioni, sebbene oltre l’80 per cento delle nuove infezioni sia dovuto a trasmissione sessuale.

 Dati in PUGLIA

“Nella maggior parte delle regioni l’incidenza dell’infezione da HIV sembra avere un andamento stabile, in altre (Lazio, Puglia e Valle d’Aosta) sembra essere in aumento” (Suppl. Notiziario ISS Vol. 24 del 6/07/2011): ciò significa che la nostra regione, come tutta la nazione d’altronde, investe pochissimo in prevenzione…e se non ci fosse la LILA si toccherebbe lo zero! Per quanto riguarda la distribuzione dei casi di AIDS, rispetto al 2009, ne sono stati diagnosticati 32 nuovi: ciò vuol dire che anche la malattia conclamata è in aumento!

E’ dal 2005, che il CAMA LILA chiede alle Istituzioni Regionali e locali, la realizzazione di una massiccia campagna mirata di prevenzione e di informazione sul virus HIV….ancora nulla!

Così come, si è chiesto, alla Regione Puglia, l’implementazione dell’Assistenza Domiciliare per i malati di AIDS: ci sono zone della provincia di Bari completamente scoperte dal servizio (Gravina, Altamura, Terlizzi, Conversano, Gioia del Colle, ecc..) e non si capisce come mai, pur essendo stati riuniti i distretti in una unica ASL provinciale, l’ADI AIDS, riesca a malapena a coprire i richiedenti di Bari e dei paesi limitrofi….nessuna risposta!

Così come, più volte, è stato chiesto di istituire, finalmente in Puglia (le altre regioni italiane si sono dotati dello strumento già da alcuni anni), la Commissione Regionale AIDS, che avrebbe potuto governare una situazione di assoluta emergenza….ancora inesistente!

Così come si è fatto presente, che esiste una scarsità di luoghi di assistenza terminale (case alloggio): in Puglia ce n’è solo una: quella di Bitonto… proprio un “Raggio di Sole” di nome e di fatto!

E come se non bastasse, dopo 20 anni di lotta contro l’Aids in Puglia, accertiamo ancora casi di discriminazione!