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come contrastare l’infezione

La storia
Molto è cambiato dai primi anni della comparsa dell’infezione da HIV. Sino al 1995/96 erano solo 3 i farmaci utilizzati per contrastare il progressivo indebolimento del sistema immunitario. Questi farmaci – appartenenti ad un’unica classe e somministrati in monoterapia – non producevano risultati apprezzabili pur rallentando in qualche caso, la progressione verso la malattia. Dal 1996 con la scoperta di nuove classi di farmaci e molecole capaci di contrastare su più fronti la replicazione virale, di nuovi parametri per controllarla (Test Viral Load), ma soprattutto con l’introduzione di terapie combinate (cocktail di più farmaci) le speranze di vita e la qualità di vita delle persone con HIV sono enormemente aumentate.

Le terapie antiretrovirali oggi
Oggi – nel 2003 – i farmaci comunemente utilizzati dai reparti di malattie infettive in Italia nella terapia retrovirale sono circa 20, a cui ne vanno aggiunti altri in fase ancora sperimentale. Questo elevato numero di trattamenti appartenenti a diverse classi – Inibitori della Trascrittasi Inversa NRTI, Inibitori delle Proteasi PI, Inibitori della Trascrittasi Inversa non Nucleosidici NNRTI, Inibitori della Fusione FI – permette di creare combinazioni di 3 o più farmaci a seconda delle caratteristiche della persona e del suo quadro clinico.

I risultati di questo approccio sono sicuramente confortanti come dimostrano le statistiche italiane – (ISS Istituto Superiore di Sanità ) – e i dati degli altri paesi occidentali “ricchi” dove il tasso di mortalità è notevolmente diminuito. Resta drammatica invece la situazione di tutti quei paesi che, per evidenti ragioni economiche, non possono permettersi trattamenti antiretrovirali il cui costo raggiunge in media i 10.000 EURO (20 milioni di lire) annui per persona. Ciò avviene non solo nel terzo mondo, dove in molti stati la spesa pro-capite annua per la sanità si attesta a stento sui 5/10 dollari, ma anche nell’est Europa, nelle ex Repubbliche Sovietiche, nel sud est asiatico.
Va detto che, nonostante l’uso di queste terapie combinate abbia allungato le speranze di vita e migliorato la qualità della vita delle persone con HIV/AIDS, ad oggi non è ancora possibile parlare di cronicizzazione della malattia.
Sebbene in misura sicuramente minore, continuano a verificarsi decessi causati dall’AIDS, e non tutte le persone colpite da HIV, per una serie di ragioni, ottengono risultati positivi dall’uso dei trattamenti antiretrovirali. Gli effetti collaterali, la complessità del regime terapeutico, la scarsa conoscenza degli effetti a lungo termine sull’organismo umano ci fanno dire che è ancora lunga la strada verso la scomparsa dell’emergenza AIDS.

I vaccini
Sono attualmente in studio diversi vaccini contro l’HIV, alcuni dei quali di tipo preventivo, altri a scopo terapeutico. Per i vaccini di tipo preventivo l’obiettivo ricercato è quello di prevenire l’infezione nelle persone sane.

La ricerca sui vaccini terapeutici, da somministrarsi in associazione a terapie antiretrovirali, invece è orientata verso una sollecitazione immunologica in grado di aiutare il sistema immunitario dell’organismo della persona infetta a ricostruire una difesa specifica e valida contro il virus. Per entrambi i tipi di vaccino va detto che la sperimentazione richiederà ancora diversi anni. E’ ragionevole pensare che prima di 5/7 anni questi vaccini non saranno disponibili.

Gli altri approcci terapeutici – Medicina Alternativa/Complementare
Esistono anche altri approcci terapeutici quali fitoterapia, omeopatia, erbe cinesi, medicina ayurvedica, massaggi e fisioterapia, vitamine e agopuntura.

E’ molto difficile valutare l’efficacia di queste terapie sul virus HIV, dal momento che non esistono studi significativi che la dimostrino, e che si investe pochissimo rispetto a una loro validazione scientifica.
Sicuramente sono moltissime – in Italia e in Europa – le persone che associano a una terapia combinata antiretrovirale ufficiale l’uso di una terapia naturale, per diminuire e contrastare gli effetti collaterali dei farmaci antiretrovirali sull’organismo, come confermato dallo studio europeo ELECTHIV condotto dall’area terapie LILA Nazionale.