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Il parto

Modalità del parto
Poiché l’HIV si trasmette nella maggior parte dei casi alla nascita, è stata studiata con particolare attenzione l’influenza che le diverse modalità di parto hanno sulla trasmissione del virus.
Dai recenti dati dello studio collaborativo europeo (ECS) così come da una più ampia metanalisi in cui sono state valutate 3500 coppie madre-bambino, risulta che i nati da parto vaginale hanno una frequenza da infezione da HIV doppia rispetto ai nati da parto cesareo. Ciò equivale a dire, da un punto di vista pratico, che qualora il cesareo fosse utilizzato di routine nelle gravide sieropositive, sarebbero necessari circa 15 parti chirurgici per prevenire la nascita di un bambino infetto. Il ruolo protettivo del taglio cesareo eseguito in condizioni elettive, prima cioè della rottura delle membrane e del travaglio, sarebbe attribuito a diversi meccanismi:

  • Limitata commistione di sangue materno-fetale, massima durante il travaglio e con i possibili distacchi parcellari di placenta
  • Evitata esposizione del feto alle secrezioni cervico-vaginali durante la fase espulsiva
  • Evitato rischio di certe manovre espulsive (episiotomia) presenti nel parto vaginale.

Non bisogna comunque dimenticare che il taglio cesareo è sempre un intervento chirurgico che, in donne HIV-positive spesso immunodepresse, può comportare un rischio maggiore di complicanze post-operatorie, quali endometrite, infezione della sutura, anemia, coagulopatie, iperpiressia.

Lavaggio del canale del parto
Il lavaggio del canale del parto è stato proposto tra le opzioni da adottare per ridurre la trasmissione perinatale dell’infezione da HIV. I risultati ottenuti da uno studio controllato condotto a riguardo in Malawi hanno disatteso le aspettative, mostrando una efficacia nel ridurre la trasmissione verticale soltanto quando la rottura delle membrane avveniva oltre 4 ore prima del parto.

Allattamento al seno
Circa il 20% dei casi di infezione perinatale da HIV in Africa riconoscono una trasmissione postnatale attraverso il latte materno; infatti a differenza dei paesi occidentali dove l’allattamento materno è controindicato, nei paesi in via di sviluppo i vantaggi dell’allattamento al seno sembrano superare i rischi legati alla trasmissione dell’HIV, per cui è consigliato.
E’ sempre buona norma informare la madre HIV-positiva dei vantaggi e dei rischi che l’allattamento al seno comporta, in relazione anche alle diverse realtà socio-sanitarie.