Vaccini e farmaci anti-COVID siano bene comune

  • 13 Aprile 2021
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La questione di un accesso equo e universale a cure e vaccini anti-COVID e di un controllo pubblico sulla loro produzione e distribuzione, si fa sempre più rilevante. Le organizzazioni attive nel campo del diritto alla salute sono tra le principali promotrici di azioni e politiche che garantiscano programmi per la protezione dal COVID-19, basati principalmente sul rispetto dei diritti umani; tra queste, la campagna europea  Diritto alla cura- nessun profitto sulla pandemia, alla quale aderisce con un ampio fronte di organizzazioni anche la LILA.  Obiettivo della campagna è attivare un formale strumento di democrazia partecipativa previsto dagli ordinamenti europei , denominato “ICE – Iniziativa dei Cittadini Europei”, grazie al quale si può impegnare  in modo vincolante la Commissione Europea ad avviare determinate azioni giuridico-legislative

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L’ICE: “Diritto alla cura-Nessun profitto sulla pandemia” punta a promuovere una normativa in grado di limitare i diritti farmaceutici di brevetto e a permettere l’adozione di licenze obbligatorie per la produzione locale dei farmaci e dei vaccini necessari al contrasto del COVID. La richiesta è anche quella di mantenere una proprietà statale su questi prodotti, frutto di ricerche finanziate con ingenti risorse pubbliche e una piena trasparenza sui contratti siglati tra istituzioni e aziende.

Affinché la proposta possa essere discussa dalle istituzioni europee, occorre che sia sostenuta da almeno un milione di firme valide da parte dei cittadini e le cittadine dell’Unione Europea. L’Italia deve raccogliere almeno 180mila firme ma è necessario che il margine sia più ampio per mettere in sicurezza il risultato e dargli maggiore forza politica.  Avviata il 20 novembre 2020, la raccolta firme a sostegno dell’ICE avrà termine il 20 novembre 2021

L’iniziativa è stata promossa da un’ampia coalizione di sindacati, operatori e esperti sanitari, ONG, gruppi di attivisti, associazioni studentesche e sta raccogliendo adesioni sempre più ampie. (VAI all’elenco delle organizzazioni italiane aderenti) La Campagna Europea appoggia, inoltre,  la richiesta al WTO di India, Sudafrica e altri cento paesi a basso e medio reddito per una moratoria sui diritti di brevetto che permetta la produzione locale di farmaci e vaccini generici anti-COVID,  in quantità ben più ampie e a costi ben più accessibili di quelli imposti dalle Aziende.  Tale richiesta è stata per ora bloccata dai paesi più ricchi, Italia compresa, ma la battaglia non è chiusa e continueremo a sostenerla.

 “La LILA aderisce con convinzione all’ ICE Europea No Profit on Pandemic – spiega il Presidente LILA Massimo Oldrini- perché il diritto alla salute non può essere mai asservito agli interessi dei mercati. In ballo ci sono, non solo il rispetto dei diritti umani ma, anche, l’efficacia delle azioni sanitarie.  Mai come nelle pandemie come l’HIV o il COVID, la salute di ogni singola persona, gruppo o comunità coincide completamente con la salute della popolazione generale. Il principio nessuno si salva da solo –dice  Oldrini- è, in questi casi, non solo l’ideale che dovrebbe orientare l’agire politico di tutti ma anche un’innegabile verità scientifica”.

Non si tratta di aderire ad una semplice raccolta firme. Sostenendo l’ICE: “Diritto alla cura- nessun profitto sulla pandemia”, stavolta abbiamo davvero l’occasione di contare e di difendere il diritto alla salute di tutti e tutte, in tutti i paesi del mondo!

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